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20/02/09

26 febbraio, cena culturale: Tutankhamon e i papiri dell' esodo

Il prossimo giovedì, 26 febbraio presso il ristorante All' Arcangelo Michele di San Lazzaro, il Prof. Vittorio di Cesare, direttore della rivista Kronos, tratterà l'enigmatico caso legato alla figura di Tutankhamon, il faraone che morì a soli 19 per cause che ancora oggi rimangono misteriose ed offuscate e dalla cui tomba sono stati ritrovati quei meravigliosi oggetti che rispecchiano per l'ennesima volta il fascino per il mondo egizio.
Il prof. di Cesare unendo indagini archeologiche ed investigative tratterà questo specifico caso da entrambi i punti di vista cercando di chiarire quella che è una delle figure storiche più enigmatiche e pieno di mistero della storia dell' Egitto.

Vittorio Di Cesare, storico, giornalista e scrittore, è docente in Intelligence presso il corso di Scienze dell’Investigazione dell’Università dell’Aquila. È stato curatore di alcuni musei italiani e ha collaborato con numerose testate, tra le quali «Storia e Dossier», interessandosi di divulgazione storica e di intelligence. Ha fondato e diretto il mensile «Dossier Intelligence».Attualmente dirige il mensile «Intelligence & Storia Top Secret» e da gennaio 2009 è direttore di Kronos, la nuova rivista legata alla storia e all' archeologia..Tra le sue pubblicazioni: L’oro d’Africa (1979); In nome del re (1986); Gli aborigeni australiani (1996); La caduta delle civiltà (2003); Servizi segreti e misteri italiani (2004, con Sandro Provvisionato). Vive a Bologna.


Info e prenotazioni: Ristorante All' Arcangelo Michele, Via Castiglia 5/d, 40068, San Lazzaro, Bo
Tel. 051.625.97.84, info@arcangelomichele.it, http://www.arcangelomichele.it/

21/11/08

Egitto e archeologia All' Arcangelo Michele: Imhotep il mago del Nilo


Interessante serata quella trascorsa ieri All' Arcangelo Michele di San Lazzaro e dedicata alla cultura a tavola All' Arcangelo Michele.
La serata curata da Natalia Castaldini ha avuto come relatore della serata il prof. Vittorio di Cesare, archeologo e giornalista e professore di scienze investigative presso l'università dell' Aquila, che ha allietato i convitati con una conferenza dedicata all' Egitto e più precisamente all'enigmatica figura di Imhotep.
Ma chi era questo personaggio di cui rimangono pochissimi reperti archeologici?
Era egizio oppure proveniva da un'altra etnia?
Imhotep, l' uomo-dio, del quale gli archeologi non hanno ancora trovato la tomba, è una figura enigmatica nella storia dell' Egitto, vissuto ai tempi del faraone Zoser e al quale viene attribuita la costruzione della piramide di Saqqara.
Ma oltre che architetto era anche medico e curatore, colui che i greci chiameranno Asclepio e i romani Esculapio.
Rimaniamo in attesa che gli archeologi continuino gli scavi e con la speranza che questo enigma possa avere dei risvolti.

10/11/08

Bologna l' Egiziana

Bologna è conosciuta come la città con il centro medievale più grande, con le torri che si innalzano nel mezzo degli antichi palazzi del centro, i 40 km di portici che la rendono unica al mondo, ma pochi sanno che al di là di questa appareza esiste una Bologna che si ricollega direttamente al mondo dei faraoni e alle divinità che venivano da loro venerate.
A Bologna ancora permangono le testimonianze di questi antichi culti in quelli che sono i monumenti più emblematici e amati dai cittadini e di cui già avevo parlato in articoli precedenti: la Basilica di Santo Stefano per esempio, che nel II sec. a.C. era un tempio dedicato alla dea Iside, oppure pensiamo all' immagine della Vergine di San Luca arrivata dall' oriente, e rappresentante una donna scura di carnagione e dai tratti orientali, forse una essena, chi può dirlo, una Madonna nera, così vengono chiamate.
Tutto ciò ci ricollega all'orienta e ci porta fisicamente a fare una passeggiata al museo civico archeologico di Bologna all' interno di Palazzo Galvani, nella sezione dedicata alla collezione egizia, tra le più importanti in Europa e che vede come suoi artefici Ulisse Aldrovandi, Ferdinando Cospi e Pelagio Pelagi che già a partire dal 1500 i primi e poi nel 1700 iniziarono a collezionare reperti proveniente da un Egitto ancora sconosciuto e lontano.
Nel museo si trovano reperti di grande valore ed immenso significato non solo per chi ha cultura ed esperienza in questi campo, ma anche per chi con l'intuizione e con la propria anima cerca di avvicinarsi a questi simboli così lontani ma a volte così famigliari.
Da non perdere gli amuleti con nodi isiaci e zed, le statuette della dea Iside con Horus, l'avvoltoio che ricorda incisioni sud americane e un volto scolpito il cui copricapo fa pensare a mondi lontani nello spazio.
Non mi resta che augurarvi un'avventura ricca di fascino nella Bologna egiziana.