03/10/08

Parliamo di numerologia con Cristiana Bertelli.

"Questa scienza (tale era ritenuta da grandi scienziati in passato e tale lo e' ancora da psicologi e scrittori attuali ) può essere di grande aiuto nella vita di ciascuno.
Essa studia il significato dei numeri , trovando corrispondenze tra i simboli numerici e i vari aspetti della vita nell'universo e dell'uomo. Ci spiega il nostro carattere, i nostri talenti, i nostri limiti ed il nostro percorso; ci aiuta a cogliere i momenti migliori per realizzare i nostri obbiettivi e a desistere la' dove sarebbe impossibile o faticoso raggiungerli.
Ci insegna a conoscere ed a comunicare con gli altri e ci aiuta persino a migliorare la nostra salute ed il nostro equilibrio. Puo' essere piacevole e divertente e con il passare del tempo e con un po' di esercizio diventera' un simpatico modo di scambio".
Questo ci racconta la studiosa e numerologa Cristiana Bertelli che da oltre 20 anni si occupa di numerologia e che ama insegnare questa scienza perchè possa essere d'aiuto agli altri come lo è stata per lei.

CORSO DI NUMEROLOGIA con CRISTIANA BERTELLI
Mercoledì 5 novembre 2008, 0re 21.00- 23.00
Mercoledì 12 novembre 2008, ore 21.00- 23.00
Mercoledì 19 novembre 2008, ore 21.00- 23.00
Mercoledì 26 novembre 2008, ore 21.00- 23.00
Mercoledì 3 dicembre 2008, ore 21.00- 23.00
(iscrizioni entro 20 ottobre 2008)
Maggiori informazioni: aestene@gmail.com

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa pratica è molto meno popolare dell'astrologia e, se possibile, ancora più assurda.

Come viene abbinato un numero a un nome? Solitamente nel modo più banale, associando a ogni lettera del nome e del cognome il numero della corrispondente posizione nell'ordine alfabetico (quindi A=1, B=2 ecc) e facendo la somma. Nel suo caso, per "Michele Garribba" il totale sarà 105. Per semplificare, questo totale viene poi ridotto a un numero compreso fra uno e nove sommandone le cifre, più volte se occorre. Quindi il 105 si riduce a 6. Questo è il numero principale che determina il suo carattere e il suo destino, e lei potrà dire di essere un "6" così come direbbe di essere un "capricorno" o uno "scorpione".

Non c'è alcun motivo perché lei debba sentirsi associato al 105 o al 6. Lei ha quel nome ma potrebbe averne un altro senza per questo essere una persona diversa. Ma secondo i numerologi i suoi genitori, quando lei nacque, potevano determinare il suo destino con la scelta del nome. Inoltre l'ordine alfabetico non ha niente di assoluto ed è stabilito con una convenzione del tutto arbitraria. Il numero 105 si trova con l'alfabeto italiano di 21 lettere, ma ormai è in uso anche da noi l'alfabeto internazionale (inglese) di 26 lettere, e allora il suo numero diventerebbe 113 che si riduce a 5. Se poi lei un giorno emigrasse in America e assumesse il nome Michael, il numero diventerebbe 108 che si riduce a 9. Come è facile cambiare il proprio destino! Gli alfabeti delle lingue europee moderne derivano da quello latino ma hanno subìto nel tempo variazioni, in particolare con l'aggiunta di nuove lettere (che per esempio sono arrivate fino a 34 in cèco e ungherese). I latini avevano preso l'alfabeto dai greci e questi dai fenici, e risalendo si arriva a un ignoto precursore che redasse il primo ordine alfabetico in una antica lingua sumerica. Quell'uomo non sapeva che stava influenzando il destino di mezza umanità per millenni a venire! E si potrebbe continuare con i paradossi.

Per introdurre un po' di varietà e non schematizzare in soli nove tipi, i numerologi possono usare altri numeri accessori. Per esempio, sommano le sole vocali o le sole consonanti, oppure solo per il nome o solo per il cognome. Possono anche ottenere altri tre numeri dalla data di nascita sommando rispettivamente le cifre di giorno, mese e anno.

Naturalmente non c'è alcuna logica per cui un dato numero debba essere associato a un particolare oroscopo. Anche così, non è improbabile che il cliente di un numerologo (se è un buon cliente) possa essere soddisfatto del responso e si convinca che la numerologia funziona. Esattamente come funziona l'astrologia. Infatti, i responsi sono formulati in modo da essere generici e tali che chiunque vi si possa in qualche misura riconoscere. Per verificare se la numerologia funziona davvero, bisognerebbe condurre esperimenti "in cieco" con gruppi di persone (sostanzialmente, e con le opportune precauzioni, ogni persona esamina una serie di oroscopi, tutti anonimi, e deve selezionare quello relativo al proprio nome). Non sembra che i numerologi siano desiderosi di mettersi alla prova con simili esperimenti.

Se questo è il misero quadro della pratica corrente della numerologia, in altre epoche la disciplina ebbe maggior gloria. Lo scopo principale non era allora quello di stilare oroscopi personali, ma si allargava a teorizzazioni in un certo senso filosofiche o religiose. Per esempio, l'uso di associare un numero a una parola era comune presso i cabalisti, quei teologi della religione ebraica che se ne servivano per cercare significati nascosti nei testi della Bibbia. Sul finire del medioevo, ci furono anche cabalisti cristiani. Nell'alfabeto ebraico (come anche in quello greco) tutte le lettere avevano anche il significato di numeri. Le prime nove lettere erano per le unità, poi c'erano lettere per le decine e le centinaia. Quindi facendo la somma delle lettere per una parola si potevano anche totalizzare numeri piuttosto grandi. È così che l'autore dell'Apocalisse poteva dire di una certa "bestia" che il suo nome aveva il valore numerico 666 (o 616, secondo altre letture del testo greco).

In un quadro più generale, se consideriamo la numerologia come lo studio dei numeri al di là del loro semplice valore, appunto, "numerico", cioè con l'attribuzione di significati simbolici o metafisici, allora la disciplina è stata nel corso della storia una componente rilevante della cultura, a partire dai pitagorici e da Platone fino a Keplero. La mistica dei numeri (e delle figure geometriche) fu coltivata da molti autori e fra di loro ce ne furono anche alcuni che diedero reali contributi al formarsi della matematica come scienza moderna. Quindi la numerologia fu utile e servì da palestra, in una fase primitiva, per lo sviluppo della matematica, così come si può dire per l'astrologia e l'alchimia rispetto all'astronomia e alla chimica moderne.

Nell'Italia del Rinascimento, in particolare, tutte queste discipline che oggi sono scomparse o relegate a una sottocultura, come alchimia, astrologia, cabala e numerologia, rientravano di diritto nella cultura "alta". Fu quello il loro ultimo periodo di splendore. Fra le molte opere che vennero scritte, si distingue, nel campo della metafisica dei numeri, un grosso volume (circa 700 pagine nella versione finale) che il bergamasco Pietro Bongo pubblicò in successive edizioni sul finire del Cinquecento con titoli come Mysticae Numerorum Significationis Liber o Numerorum Misterya. Mi è capitato di vedere, sul catalogo di una libreria antiquaria, un esemplare del 1599 in vendita per 4000 euro. Non si può dire che la numerologia sia priva di valore...

Aestene & Co. ha detto...

visto che è tanto bravo/a a scrivere con chi ho il piacere di parlare?